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Pesca sostenibile: come comportarsi

La pesca sostenibile rientra a pieno titolo tra i comportamenti utili per salvaguardare l’ambiente in cui viviamo. Una pesca si può definire sostenibile quando riduce al minimo l’impatto ambientale ovvero non danneggia le altre specie presenti in acqua e quando lascia abbastanza pesce senza il rischio che la popolazione ittica venga sacrificata e se ne pregiudichi la sua riproduzione. Inoltre sostenibilità equivale anche ad una gestione efficace della pesca.

Pesca sostenibile

Per intenderci è la pesca opposta a quella industriale, che principalmente danneggia gli ecosistemi perché impoverisce le risorse e decima le specie a rischio estinzione. Il mare, gli oceani, i fiumi e tutti gli altri specchi lacustri vanno protetti e per farlo si adottano tecniche di pesca poco invasive. Si parla di pesca sostenibile quando si seguono comportamenti responsabili come il rilascio di pesci troppo piccoli o rispettando le zone in cui è possibile pescare, evitando di farlo laddove è vietato. Infine non si pescano esemplari di specie protette e non si pesca più pesce di quello necessario per evitare un inutile spreco.

Fanno parte dei metodi di pesca sostenibile alcune tecniche volte ad una pesca responsabile e non dannosa. Puoi trovare materiali da pesca visitando Pesca Sport San Polo. Tra questi si utilizzano le nasse, la canna, la rete da posta e il palangaro di fondo. Adottando accorgimenti rispettosi dell’ambiente si può pescare in maniera sostenibile, come peraltro accadeva secoli fa, pescando ciò che realmente serviva per il sostentamento. Perseguendo comportamenti congrui non solo si preserva la ricchezza delle acque ma si assicura anche un futuro per le popolazioni ittiche che saranno a disposizione delle nuove generazioni.

Ma non sono soltanto i pescatori a fare il bello e il cattivo tempo. In fin dei conti essi pescano perché esistono i consumatori che acquistano il pesce. E proprio il consumatore con il suo modo di agire incide sullo stato delle specie marine. La prima cosa che si può fare per esempio è quello di rispettare la stagionalità del pescato. Chiedendo un pesce la cui pesca è vietata in determinati periodi dell’anno non si persegue uno stile etico e consapevole. Meglio informarsi sui tipi di pesce disponibili in un dato periodo e acquistare quelli. Altrettanto importante informarsi circa la provenienza del pescato e se possibile anche del modo in cui è stato catturato.

Tuttavia non sono soltanto i pesci più commercializzati ad essere sottoposti ad uno sfruttamento intensivo ma anche le specie ittiche che vengono catturate “per errore”, accidentalmente. Per cui ci sono percentuali enormi di pesce pescato e scartato. Basti pensare che nel solo Mediterraneo la percentuale arriva addirittura al 70%.

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